Cartesio va a morire (4)

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Quale fu la causa della morte del filosofo francese?

Secondo la versione ufficiale, quella riportata in una lettera che l’ambasciatore francese inviò alla principessa Elisabetta di Boemia, la causa della decesso fu febbre altissima con infiammazione ai polmoni, cioè polmonite “a frigore”, causata dalle sue levatacce mattutine.

Ma le cose non sono del tutto chiare.

In una nota segreta, il dottor Wuelles descriveva i sintomi come “perdurante singhiozzo, emorragia allo stomaco, vomito nero, respirazione irregolare” oltre a tracce ematiche nelle urine: insomma, niente di inerente a una normale polmonite. Inoltre il messaggio terminava con un misterioso post-scriptum, nel quale il medico raccomandava al destinatario di non far leggere la missiva a nessun altro.
I segni descritti si riferiscono piuttosto a un avvelenamento, di cui il malato stesso doveva aver sospettato, giacché poche ore prima di spirare aveva chiesto un emetico nel tentativo di liberarsi da qualche sostanza tossica: quell’ infuso di vino e tabacco che aveva incaricato il suo valletto di preparargli.

Ma da chi era stato avvelenato?

L’ipotesi più condivisa è che sia stato ucciso con un’ostia intrisa nell’arsenico dal cappellano dell’ambasciata francese. Il malore infatti si era manifestato poco dopo la messa officiata nella piccola cappella dell’ambasciata francese, durante la quale Cartesio si era comunicato.
François Viogué era un padre agostiniano inviato a Stoccolma da Papa Innocenzo X come missionario apostolico con il compito di convertire la regina di Svezia al Cattolicesimo. Cristina, protestante, aveva infatti espresso l’intenzione di convertirsi , come poi avvenne nel 1654.
La teoria dall’ assassinio ad opera del fanatico padre si baserebbe sul fatto che questi temeva che le idee razionaliste del filosofo in tema di religione potessero portare la regina ad un cattolicesimo diverso da quello da lui professato. Ciò che lo esacerbava maggiormente era il fatto che la dottrina cartesiana apparisse inconciliabile con il dogma cattolico della transustanziazione,
L’aperta condanna della Chiesa cattolica nei confronti del pensiero cartesiano si fece sentire tre anni dopo la sua morte con la messa all’Indice delle sue opere.

Secondo alcuni l’odio dello zelantissimo missionario della congregazione De Propaganda Fide era così profondo da spingerlo addirittura a rifiutargli in punto di morte l’estrema unzione, perché così sarebbe andato immediatamente all’inferno.

Altri sostengono invece che Cartesio ricevette il sacramento, impartito da un sacerdote dell’ ambasciata di Francia all’ ottavo giorno dalla comparsa della malattia.

Voci di un avvelenamento erano cominciate a circolare subito dopo la sua morte, ma si indicava come responsabile lo stesso dottor Weulles in combutta con altri personaggi di corte. Quell’ambiente infatti era profondamente ostile al filosofo e molti erano gelosi sia della sua influenza sulla regina sia dell’affetto che lei gli dimostrava. Lui che aveva descritto l’invidia come il peggior vizio che possa nuocere alla felicità dell’uomo, ma che non la conosceva affatto, ne sarebbe rimasto vittima. Altri invece lo odiavano anche per la sua filosofia e lo consideravano un ateo pericoloso.

Anche il ruolo dell’ambasciatore Chanut fu ambiguo e contraddittorio, si sospetta anche che potrebbe aver ricevuto un ordine in tal senso dal re di Francia, dopo che la guerra dei trent’anni tra cattolici e protestanti si era conclusa.
Oppure potrebbe aver preso parte a una congiura di palazzo per eliminare l’odiato matematico. La trappola sarebbe consistita nel simulare la sua polmonite che poi avrebbe contagiato Cartesio: una messa in scena per depistare ogni sospetto e
costruire una prova credibile delle cause di morte.

C’è un’altra stranezza per quanto riguarda l’ambasciatore: la regina, inconsolabile per la scomparsa del suo più caro consigliere. amico e maestro , voleva conferirgli un titolo nobiliare svedese postumo e farlo seppellire con i re di Svezia, progettando la costruzione di un grande mausoleo marmoreo. Ma, inaspettatamente, Chanut si oppose al progetto e optò per quella misera e frettolosa sepoltura nel cimitero delle minoranze religiose, nella cappella di Sant’Olaf utilizzata per la sepoltura dei bambini non battezzati: una povera struttura in legno posta ben al di fuori della città.

A questo fatto inspiegabile, ma ben inserito in un quadro politico-religioso criminale, va aggiunto l’immediato e precipitoso inventario dei suoi manoscritti segreti, senza però che si prendesse in considerazione il suo taccuino cifrato, probabilmente ritenuto innocuo. Per non parlare del mistero del cranio scomparso.

Quattro anni dopo la morte del filosofo, nel 1654, Cristina abdicò e si convertì al cattolicesimo.

(4.continua)

Immagine: Castle “Tre Kronor” Stockholm – 1661 – Uppsala Art Museum

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