Barbara Allen/2

As I’ve already written (here) “Barbara Allen” began as a ballad in the seventeenth century or earlier and was published and performed under many different titles, in a vast array of tunes and narrative details.
The earliest text was published in London in 1690, under the title “Barbara Allen’s cruelty: or, the young-man’s tragedy”. It appeared on a “broadside” or “broadsheet”, the most common form of printed material between the sixteenth and nineteenth centuries: a single sheet of paper with a ballad printed on one of the sides, sometimes with woodcut illustrations.

In Scarlet Town, where I was born,
There was a fair maid dwelling,
Whom I had chosen to be my own,
And her name it was Barbara Allen.

All in the merry month of May,
When green leaves they was springing,
This young man on his death-bed lay,
For the love of Barbara Allen.

He sent his man unto her then,
To the town where she was dwelling:
‘You must come to my master dear,
If your name be Barbara Allen.

‘For death is printed in his face,
And sorrow’s in him dwelling,
And you must come to my master dear,
If your name be Barbara Allen.’

‘If death be printed in his face,
And sorrow’s in him dwelling,
Then little better shall he be
For bonny Barbara Allen.’

So slowly, slowly she got up,
And so slowly she came to him,
And all she said when she came there,
Young man, I think you are a dying.

He turnd his face unto her then:
‘If you be Barbara Allen,
My dear,’ said he, ‘Come pitty me,
As on my death-bed I am lying.’

‘If on your death-bed you be lying,
What is that to Barbara Allen?
I cannot keep you from [your] death;
So farewell,’ said Barbara Allen.

He turnd his face unto the wall,
And death came creeping to him:
‘Then adieu, adieu, and adieu to all,
And adieu to Barbara Allen!’

And as she was walking on a day,
She heard the bell a ringing,
And it did seem to ring to her
‘Unworthy Barbara Allen.’

She turnd herself round about,
And she spy’d the corps a coming:
‘Lay down, lay down the corps of clay,
That I may look upon him.’

When he was dead, and laid in grave,
Then death came creeping to she:
‘O mother, mother, make my bed,
For his death hath quite undone me.

‘A hard-hearted creature that I was,
To slight one that lovd me so dearly;
I wish I had been more kinder to him,
The time of his life when he was near me.’

So this maid she then did dye,
And desired to be buried by him,
And repented her self before she dy’d,
That ever she did deny him.

In this version the story is set in “Scarlet Town” (probably Reading) in the month of May.
The two protagonists are a dying man whose name is not mentioned (in other texts he is called Sir John Graeme or William or other) and a woman generally called “Barbara Allen”.

Being a traditional ballad, this is a narrative song that tells a simple story of unrequited love and guilt.
The young man lies on his deathbed and sends one of his men to fetch Barbara Allan. The servant begs her to hurry, due to the serious health conditions of his master, but she takes her time and when she gets to his bedside, she treats him coldly.
Barbara’s lover dies shortly after, perhaps of heartbreak due to her rejection, and the woman, ,who is already on her journey home, hears the “the bell a ringing” for his death.
She suddenly regrets her hardness, is overcome with grief and dies as well.

The lyrics do not provide many details about the background story, so the reasons for the characters’ behaviour remain enigmatic.
In some versions, Barbara’s ‘cruel’ conduct seems to be due to a truly trivial cause: her resentment because one day the man, in the tavern with his friends, toasted the health to the girls who were there , but he left her out, which she considered as an unforgivable sign of contempt.
In some versions the ballad ends with their burial in the same church where a rose will grow from his grave, a briar from hers. Eventually the two flowers will intertwine, forming a true lovers’ knot and providing them with that eternal union that was not possible in life .

Final note

The man is clearly a wealthy landowner of some influence, important enough to have a “man,” most likely a chamberlain, who carries out his orders. His use of the foreign word “adieu” characterizes him as a well-bred gentleman , while she is a mere country girl (a ‘scarlet woman’?). The fact that the rich is struck by misfortune was perhaps, for the humble listeners, the only means to redress the enormous social imbalance.

To be continued

Come ho scritto ieri (qui) “Barbara Allen” ha avuto inizio nel diciassettesimo secolo o ancor prima come ballata e poi è stata pubblicata ed eseguita anche con molti altri diversi, in una vasta gamma di melodie e dettagli narrativi.

Il primo testo venne pubblicato a Londra nel 1690, con il titolo “Barbara Allen’s cruelty: or, the young-man’s tragedy/La crudeltà di Barbara Allen: o, la tragedia del giovane uomo “. Apparve su un “broadside” o “broadsheet”, che era la forma più comune di materiale stampato tra il XVI e il XIX secolo, cioè un foglio con in genere una ballata su uno dei lati, talvolta con illustrazioni xilografiche.

Nella città di Scarlet dove son nato
dimorava una bella fanciulla
che avevo scelto di far mia.
Il suo nome era Barbara Allen

Avvenne nel dolce mese di Maggio
quando spuntavano le foglie verdi
questo giovane giaceva sul letto di morte
per amore di Barbara Allen.

Allora le inviò il suo uomo
nella città in cui lei abitava
“Dovete venire dal mio caro signore
se vi chiamate l vostro nome è Barbara Allen

perché sul suo volto è stampata la morte
e il dolore dimora in lui.
Ma starà un po’ meglio
grazie alla bella Barbara Allen.”

Così lentamente, lentamente lei si alzò
e lentamente andò da lui
E tutto quel che disse quando gli fu accanto fu:
Giovanotto, penso che tu stia morendo

Lui volse il volto verso di lei
“Se tu sei Barbara Allen,
mia cara, disse abbi pietà di me,
perché sono disteso sul letto di morte.”

“Se sei disteso sul tuo letto di morte
Che a che ti serve Barbara Allen?
Non posso impedirti di morire
quindi Addio”, disse Barbara Allen

Lui volse la faccia alla parete,
E la morte arrivò strisciando:
“Allora addio, addio e addio a tutti,
E addio a Barbara Allen!”

E mentre camminava di giorno,
lei sentì suonare la campana,
sembrava dirle
“Indegna Barbara Allen.”

Lei si volse,
E spiò l’arrivo del cadavere:
“Deponete, deponete quel corpo di argilla,
Che io possa guardarlo.”

Quando lui fu morto e sepolto,
la morte andò strisciando da lei:
“O madre, madre, prepara il mio letto,
perché la sua morte mi ha distrutta del tutto.

Ero una creatura dal cuore duro
verso chi mi amava così profondamente
O se fossi stata più gentile con lui
quando era vivo e vicino a me”

Così morì questa fanciulla
e volle essere seppellita accanto a lui
e si pentì prima di morire,
di essersi negata a lui

In questa versione la storia è ambientata nella” città di Scarlet ” (probabilmente Reading) nel mese di maggio.
I due protagonisti sono un uomo in punto di morte di cui non si cita il nome (in altri testi si chiama Sir John Graeme o William o altro) e una donna chiamata in genere “Barbara Allen”.
Poiché si tratta di una ballata tradizionale, è una canzone narrativa, cioè che racconta qualcosa: in questo caso una semplice storia di amore non corrisposto e di senso di colpa.
Il giovane giace sul letto di morte e manda uno dei suoi uomini a prendere Barbara Allan. Il servo la prega di sbrigarsi per le gravi condizioni in cui versa il suo padrone, ma lei prende tutto con un’estrema calma e quando giunge al suo capezzale lo tratta con freddezza.
L’uomo muore poco dopo, forse di crepacuore per il suo rifiuto, e la donna, che è già sulla via del ritorno, sente “suonare la campana” per la sua morte.
All’improvviso si rammarica della sua durezza, è sopraffatta dal dolore e muore anche lei.

I testi non forniscono molti dettagli sulla storia, quindi le ragioni del comportamento dei personaggi rimangono enigmatiche.
In alcune versioni, la condotta “crudele” di Barbara sembra dovuta a una causa davvero banale: il suo risentimento perché un giorno l’uomo , nell’osteria con i suoi amici, brindò alla salute delle ragazze presenti, dimenticandosi di lei, cosa che lei giudicò un imperdonabile segno di disprezzo.

In alcuni testi la ballata si conclude con la loro sepoltura nella stessa chiesa dove una rosa crescerà dalla tomba dell’uomo e un rovo su quella di Barbara. Alla fine i due fiori si intrecceranno, formando un nodo d’amore e fornendo loro quell’unione eterna che non è stata possibile in vita.

Nota finale

L’uomo è chiaramente ricco, un proprietario terriero abbastanza importante da avere un “uomo”, molto probabilmente un ciambellano, che esegue i suoi ordini. Il suo uso della parola straniera “adieu” lo caratterizza come un gentiluomo colto e ben educato, mentre lei è una semplice ragazza di campagna (una ‘donna scarlatta’?). Il fatto che il ricco sia colpito dalla sventura era forse, per gli umili ascoltatori. l’unico mezzo per correggere l’enorme squilibrio sociale.

Continua

56 thoughts on “Barbara Allen/2

  1. I dettagli e la collocazione storica che tanto sapientemente hai illustrato, cara Luisa 🌹, aggiungono interesse a una ballata (o semplice storia) avvincente per la vicenda che narra. Grazie sempre dei tuoi articoli fonte di conoscenza di particolari bellezze, dimenticate o mai conosciute 🙏🌹

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    1. A nice ballad on social imbalance . But heart touching . All imaginary . Again good to listen . Good to feel . All rejuvenating . Feeling of pain is turned into pleasure . All of the seventeenth century , of 1690 AD . My simple feeling/ question is why such poems/ballads are not written now ? Now mean now-a-days . Either we have lost such emotions or we have limited ourselves to a material man only . As if with poetry/ballad we can’t reach the heaven . And with money , we can reach there comfortably at the end of life . Anyway , I can’t desist from praising you Luisa that you , through your blog , are trying to inculcate that human feelings among us which could again make us gregarious and hilarious . Thanks !

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      1. Your comment filled me with joy: you were very kind and generous to me.
        I think that even today such beautiful ballads are composed, that perhaps they do not always become famous for marketing reasons🙏🙏🙏

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  2. Thank you, Louisa, for that interesting backstory. I have always enjoyed he song. I will enjoy it more thanks to you. I heard Joan Baez singing it in a concert I worked. A concert with a lot of heckling about her stand on civil rights.

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  3. You are a rockstar, dear Luisa. You amaze me with your fabulous research, and your excellent penmanship which makes your post a delightful read. This post on Barbara Allen ballad is truly outstanding. Very proud of you. Keep up the great work. ♥️♥️♥️🥰🥰🥰🌹🌹🌹😘😘

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  4. What a sad story. I feel sorry for the boy who died. Actually I read a similar story before. The author is ill, but his girl, whom he loves dearly, doesn’t sympathize him. She’s too healthy herself and doesn’t want to accompany him in his sick room. I can’t remember the title of the story, but it is a really good story.

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  5. In senso più ampio, credo che la storia di Barbara Allen insegni che non ha senso mantenere rapporti freddi con le persone, specialmente se si è in procinto di lasciare questo mondo.
    Meglio lasciarsi con un ultimo sorriso, che avere poi il rimpianto di averlo negato per sempre.

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  6. Some versions of the song have a rose growing out of his grave and out of her’s a briar. They grew tall enough to grow together to form a true lover’s knot. Lots of versions of this song. Your interpretations are always excellent.

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  7. molto interessante è questa prosecuzione delle ballate su Barbara Allen, che forse sono donne generiche senza volto. Bella è questa versione dove la misteriosa donna che ha fatto perdere la testa a un uomo, ha capito di aver sbagliato snobbandolo.

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